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Boom di caffetterie italiane all’estero. Confimprese: settore food + 20%

La segnalazione dell' Osservatorio Confimprese: esplode il settore food italiano all'estero. I marchi italiani che hanno scelto di aprire oltre frontiera sono tante portano buoni risultati. Tra questi. illycaffè

Mario Resca di Confimprese
Mario Resca presidente di Confimprese

MILANO – L’estero è conquistato dalle proposte italiane: questo è ancora più evindente per quel che riguarda il settore food. In questo, sono immediatamente riconoscibili diverse aziende, che hanno esportato con successo il made in Italy. A dirlo, i dati emersi dalle ricerche effettuate da Confimprese Estero.

L’Osservatorio infatti, testimonia lo sviluppo del comparto, in crescita del 20% rispetto al 2017 (230 aperture). Segno che il retail cerca stabilità anche oltreconfine. Dopo avere consolidato il business sul mercato domestico.

Confimprese: cosa dice il rapporto dell’associazione

Il food è ben rappresentato da un cospicuo gruppo di aziende italiane che, già presenti oltreconfine, intendono rafforzarsi ulteriormente.

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MAZZER

Ad esse, si affiancano realtà di minori dimensioni. Queste poi tentano in alcuni casi lo sbarco per la prima volta quest’anno. In altri l’hanno fatto solo da qualche tempo.

Tra le realtà più attive, Cigierre

Ha in programma una decina di aperture in Svizzera e in Francia con i marchi Old Wild West, Wiener Haus, Pizzikotto; American Grafiti e Shi’s.

La Piadineria, a seguito delle positive performance dei locali di Nizza e Marsiglia, punta nuovamente sul Paese d’oltralpe. Con una previsione di 5-6 aperture nei maggiori centri commerciali della Francia.

Come anche il gruppo Cibiamo, che gestisce i brand La bottega del Caffè, Cibiamo, Virgin Active Café e Mondadori Café. Apre 2 locali in Francia.

La parola al Presidente Comfimprese

“I retailer nel campo alimentare e ristorativo aprono nuovi punti vendita in Francia. Perché è un mercato di prossimità con dinamiche produttive e di consumo simili alle nostre e un’offerta del cibo non destrutturata come nei Paesi anglosassoni. –spiega Mario Resca, presidente Confimprese. L’associazione che rappresenta 300 marchi commerciali, 30.000 punti di vendita; 600.000 addetti con un fatturato 2017 di 148,5 miliardi di euro.

In uno scenario più ampio, dal Rapporto Confimprese Estero 2018 emerge

Il gruppo napoletano Sebeto, prevede 5 ristoranti a marchio Rossopomodoro: 1 a Panama, 3 in Oman, 1 Las Vegas con Eataly ed è in trattativa per aprine 2 in Colombia, e altri in Spagna e Tunisia.

L’azienda campana Queen’s Chips

Specializzata nella patatineria take away con all’attivo 40 punti vendita in Italia, punta sul nord Europa e sulla Cina con 30 nuovi locali.

Mama Burger, che ha lanciato il format fast food proponendo prodotti sulla base dell’hamburger american style, apre a Ibiza nel cuore della movida spagnola.

Novità anche nel bio

Dove il leader di mercato EcornaturaSì, che ha appena aperto il primo negozio biologico su strada a Varsavia (il resto della catena è presente esclusivamente nei centri commerciali), prevede altre aperture in Spagna.

Qui arriva anche la ristorazione commerciale

Il gruppo emiliano Camst apre a breve un ristorante self-service ad insegna Tavolamica. Mentre Cir Food apre un locale di ristorazione in Olanda ad Amsterdam.

Nella caffetteria illycaffè continua la sua marcia sui mercati esteri con 35 nuove aperture. Di cui di cui 20 in Europa, Medio Oriente e Africa, 10 in Asia e 5 in America.