venerdì 21 Gennaio 2022

Pittura e caffè: alcuni esempi celebri di questo rito nell’arte

Molti pittori si sono cimentanti a realizzare un’opera d’arte dedicata alla tazzina. Impossibile trattare tutti. Ci concentreremo su cinque tra i più celebri quadri degli artisti di fama internazionale che hanno come oggetto il caffè

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MILANO – Il caffè è più di una commodity che si consuma di fretta al bancone, non si dovrebbe mai smettere di ripeterlo. Ma a sottolineare ulteriormente questo semplice concetto, possiamo guardare come questa bevanda sia entrata a far parte della cultura italiana attraverso la sua penetrazione in diverse arti come la pittura: ecco una rapida rassegna delle opere in cui la tazzina ha fatto la sua comparizione, lasciando il segno anche nella storia dell’arte. Dall’articolo di Michele Sergio su ilroma.net.

Pittura, una fotografia artistica del caffè

“Il bar delle Follies-Bergè” di Edouard Manet del 1881-1882

Iniziamo con uno dei due dipinti sul caffè del più celebre pittore impressionista francese (l’altro è “Colazione nell’atelier”). Realizzato con la tecnica dell’olio su tela e conservato alla Courtauld Gallery di Londra è considerato il suo testamento spirituale in quanto è stato il suo ultimo quadro prima della sua morte. I soggetti sono due: la bella Suzon che sta lavorando all’interno del Locale e sta servendo il cliente (si vede riflesso nello specchio) con champagne e liquori (si vedono le bottiglie sul bancone).

Il secondo invece è il locale sempre riflesso nello specchio, elegantissimo con importanti lampadari e clientela prestigiosa e all’interno del quale si sta rappresentando un caffè concerto (da notare in alto a sinistra le gambe di un acrobata). Una preziosissima testimonianza di una Parigi di fine Ottocento.

Terrazza del caffè la sera, Place du Forum, Arles di Vincent Van Gogh del 1888

Dipinto con la tecnica dell’olio su tela e conservato al Museo Kroller-Muller di Oterlo è una “fotografia” di uno scorcio di una città del Sud della Francia. Mentre la città sta per addormentarsi c’è chi ancora passeggia per la rue e chi trascorre il tempo ai tavolini del caffè. Si vede infatti, tra i tavolini un cameriere vestito di bianco mentre parla con un cliente. Molto suggestivo è il contrasto tra i colori caldi come il giallo del locale (e delle vetrine delle boutique), l’arancione della terrazza e della strada con il blu del cielo stellato e il grigio scuro dei tetti e dei camini dei palazzi. Tipico dello stile espressionista dell’artista olandese le pennellate forti e decise (le foglie dell’albero, le stelle nel cielo, i contorni delle pietre della pavimentazione della strada). Piccola chicca: il locale è ancora in attività.

Donna con la caffetteira di Paul Cézanne del 1895

A metà strada tra cubismo e impressionismo è uno dei quadri più celebri del pittore francese. Dipinto con la tecnica dell’olio su tela e conservato al Museo d’Orsay di Parigi è il ritratto della domestica dallo sguardo severo e austero. Co-protagoniste del quadro anche la caffettiera e la tazzina che saltano agli occhi dell’osservatore per colori, forme particolari e assenza di altri oggetti/persone. I colori principali sono il blu del vestito, il rosso della tovaglia e il marrone dello sfondo. Quello che impressiona sono le esagerate forme geometriche sia delle braccia della donna che della caffettiera e della tazzina che dimostrano ancora una volta che l’arte (libera e fantasiosa) sta prendendo una strada diversa dal realismo della neonata fotografia.

Il nottambulo di Edward Hopper del 1942

Famosissimo dipinto olio su tela e conservato all’Art Institute of Chicago è stato fonte di ispirazioni per film, cartoni, romanzi. Quello che colpisce, al di là della bellezza intrinseca del dipinto, dello stile tipicamente “realismo americano”, della sua geometria e del contrasto tra i colori caldi (del bar) e freddi (della strada) sono i due messaggi che trasmette: il primo è il senso di libertà, di esclusività e di privilegio. La città (quasi sicuramente New York) dorme e poche persone sono libere di fare e andare dove vogliono. Il secondo è il senso di solitudine: infatti sia il cameriere che i tre avventori (mentre sorseggiano una tazza di caffè) sono assorti nei loro pensieri e non dialogano tra loro. Tutto questo fa del “Nighthawks” uno dei quadri più celebri della pittura americana.

La pittura Caffè Greco di Renato Gattuso del 1976

Ispirato al più celebre ed antico Caffè Romano e dai grandi personaggi che lo hanno frequentato, Gattuso decise di dedicargli un’opera d’arte. Conservato al Museo Ludwing di Colonia e dipinto che la tecnica olio su tela (una seconda versione, un bozzetto in acrilico è conservato a Madrid presso la Collezione Thyssen Bornemsza) rappresenta una quotidiana giornata al caffè. Se si guarda con più attenzione si possono osservare tra gli avventori seduti ai tavolini Buffalo Bill (ospite al Caffè nel suo viaggio in Italia); due ragazze che si baciano; clienti di vari paesi (giapponese con tanto di macchina fotografica, donne asiatiche e del nord Europa sedute ai tavolini); Giorgio De Chirico, pittore e maestro di Gattuso, che fu il vero ispiratore de dipinto.

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