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CAFFÈ MUSETTI – A Pontenure, alle porte di Piacenza stanno sorgendo la città e l’Università del Caffè. Parla il titolare Guido Musetti: “Un investimento da 2 milioni per razionalizzare la produzione e la commercializzazione”

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PONTENURE (Piacenza) – A Pontenure stanno sorgendo la Città e l’Università del Caffè. E anche lo stesso paese alle porte di Piacenza potrebbe smettere la sua vocazione di “capitale del mattone” e del prefabbricato (per la presenza dell’Rdb) per diventare quello del chicco e della tazzina.

 

Questo è almeno quello che sperano alla Musetti, che ha appena varato un ambizioso piano di investimenti che in pochi anni potrebbe portare a triplicare lo stabilimento attuale lungo la via Emilia a Pontenure (nella foto sotto).

CARTE DOZIO
FRANKE

All’inizio di tutto c’è un progetto solo sulla carta o, forse, nemmeno su quella. «Vorremmo che qui a Pontenure nascesse la Città del Caffè, un luogo ecosostenibile dove si possa conoscere il vero percorso dal chicco alla tazzina, anche in senso didattico: non a caso siamo stata una delle prime aziende ad aprire una scuola di formazione per operatori del settore. E potrebbe sorgere anche un museo del caffè, aperto al pubblico e ai turisti».

A parlare è il titolare Guido Musetti, che sembra guardare al futuro oltre gli interessi aziendali. Ma per ora alla Musetti tengono i piedi per terra.

«A partire da gennaio inizieremo una serie di interventi sia sugli edifici che sulle attrezzature» spiega.

«Costruiremo un secondo fabbricato di 2300 mq che si innesterà su quello già esistente sul lato verso la via Emilia, di fianco al negozio attuale. Qui prenderà posto un nuovo magazzino (da 2mila pallet) e saranno migliorati tramite un nuovo sistema di pompaggio i flussi del caffè crudo in entrata pronto per essere tostato. In più, saranno cambiati e rinnovati tutti i sistemi robotizzati al termine della linea produttiva, per il confezionamento del prodotto finito: questo porterà ad un significativo aumento della nostra efficienza».

In tutto, si prevede un investimento di poco superiore a un milione e 800mila euro. Numeri che in tempo di crisi, mentre le aziende chiudono una dopo l’altra, sembrano quasi irreali.

Eppure le attività di Musetti non sembrano conoscere ostacoli. «Da circa tre anni abbiamo intrapreso una campagna di acquisto dei terreni confinanti allo stabilimento per iniziative che si svilupperanno tra il 2013 e il 2015» precisa il titolare.

«In quello più piccolo, alle spalle dello stabilimento, vorremmo realizzare un capannone di 2500 mq per la produzione delle “monoporzioni” di caffè, come le cialde e le capsule. Proprio dopo Natale presenteremo una nuova e versatile capsula in plastica per l’espresso da casa, che si va ad affiancare ai 12 milioni di cialde che già produciamo ogni anno».

In direzione Cadeo, dalla parte opposta della strada, sono già pronti 10mila mq per il progetto più ambizioso: l’Università del Caffè. «In questa zona sorgeranno tutti gli uffici amministrativi ora presenti nello stabilimento e anche un’area esclusivamente dedicata a strutture per i dipendenti in orario extralavorativo (zone verdi, aree sportive, asili per i bambini o altri servizi).

Insomma, un angolo di relax per far sì che i dipendenti vivano l’azienda non solo come un luogo di lavoro. Accanto vorremmo creare l’Università: un luogo dove si approfondisce ogni aspetto della produzione di caffè, dai metodi di piantagione fino a quelli di lavorazione».

Quindi Pontenure sarà il nuovo paese del caffè?

«Lo spero, o almeno spero che possa essere così per i miei figli».

 

                                                             Cristian Brusamonti