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Arabica in ripresa questa settimana, timori per le piogge scarse in Brasile

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Il punto sui mercati del caffè

MILANO – Prezzi degli arabica in ripresa nella seduta di venerdì. Il contratto per scadenza dicembre ha concluso la settimana a 99,45 centesimi realizzando il massimo guadagno giornaliero (+300 punti) dall’inizio del mese. E riavvicinandosi alla soglia psicologica del dollaro per libbra superata, per l’ultima volta, il 3 ottobre in fine di giornata (chiusura a 102,05) e il 4 ottobre in corso di contrattazione.

A Londra, le quotazioni si sono debolmente risollevate dai minimi pluriennali del 17 ottobre attestandosi al di sopra della soglia dei 1.200 dollari.

Il contratto per scadenza novembre ha chiuso venerdì a 1.220 guadagnando 13 dollari sul giorno precedente.

A determinare l’impennata di fine settimana, l’andamento delle valute di Brasile e Colombia, entrambe in rialzo. Ma anche i perduranti timori per i livelli delle precipitazioni nella coffee belt brasiliana, tuttora inferiori alle medie stagionali.

È atteso un nuovo fronte freddo a cavallo del mese

E il regime delle piogge dovrebbe stabilizzarsi a novembre. I dati meteo indicano, per alcune aree, deficit idrici compresi tra i 50 – 100 mm. Non si ha comunque al momento notizia di danni significativi subiti dalle colture, se non in aree circoscritte.

Le prime stime sulla produzione di quest’anno

A detta di tutte le principali fonti statistiche, l’annata caffearia 2019/20 sarà segnata da un deficit gobale dopo due annate consecutive di surplus. Ma le conseguenze della preventivata minore offerta non si sono ancora fatte sentire sulle borse.

L’anno scorso, in queste stesso periodo, i prezzi degli arabica viaggiavano su livelli di oltre il 20% superiori a quelli attuali; quelli dei robusta di quasi il 30%.

Intanto, c’è già chi azzarda le prime stime sul saldo domanda-offerta. La svizzera Ecom, uno dei più importanti trader al mondo, prevede una produzione mondiale 2019/20 di 167 milioni di sacchi, a fronte di una domanda di168,9 milioni, con un deficit di 1,9 milioni di sacchi.

Ciò fa seguito – secondo Ecom – a un surplus di 5 milioni di sacchi registrato nel 2018/19, dato da una produzione di 170,4 milioni e una domanda pari 165,4 milioni.

Cifre abbastanza vicine a quelle di Rabobank, che si aspetta un deficit di 1,8 milioni di sacchi, con produzione e domanda rispettivamente a circa 166 e 167,7 milioni.

Più pessimista il broker londinese Marex Spectron, che anticipa per questa annata un saldo negativo di 4,7 milioni di sacchi, con produzione e domanda rispettivamente a 164,3 e 169,1 milioni.

Deficit solo per gli arabica

Il deficit riguarderà però i soli arabica, mentre per i robusta è previsto un surplus reso possibile dalla ripresa della produzione del Vietnam, prevista in 30,5 milioni di sacchi, e un ulteriore incremento del raccolto di conillon in Brasile.

Secondo la stessa fonte, la produzione mondiale è stata nel 2018/19 di 172,2 milioni, con un surplus di 6,6 milioni.