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Ancora ribassi per le borse: la libbra di arabica a meno di un dollaro

novembre
Il punto sui mercati del caffè

MILANO – New York viola il supporto dei 100 centesimi. La settimana si conclude in netto ribasso all’Ice Arabica: per effetto di due sedute consecutive in territorio negativo, il contratto principale ha concluso venerdì a 99,70 centesimi.

È la prima volta, da oltre 12 anni, che la seconda posizione del contratto “C” chiude la giornata quotando la libbra di caffè arabica a meno di un dollaro. Non succedeva dal lontanissimo 26 luglio del 2006.

Precedentemente, la borsa newyorchese aveva guadagnato 165 punti nella seduta di metà settimana.

Segnali tecnici costruttivi e il superamento di alcune soglie chiave di resistenza avevano consentito il concretizzarsi di un mini-rally, che aveva portato il benchmark a 102,10 centesimi nella giornata di mercoledì.

Nelle due sedute successive, tuttavia, sono tornate a prevalere le spinte ribassiste. Ha inciso un mood negativo diffuso nel comparto delle commodity, legato al quadro macro economico generale.

L’andamento dei prezzi del caffè arabica riflette anche la debolezza e la volatilità del real brasiliano accentuate dalla drammatica campagna elettorale in corso.

Sul fronte dei fondamentali specifici, il mercato ha scontato anche le positive previsioni meteo a medio termine per le aree brasiliane del caffè.

Sotto anche Londra

Andamento analogo a Londra. L’Ice Robusta era risalito a 1.516 dollari nella seduta di mercoledì. Ma nei due giorni successivi, le quotazioni sono tornate a scendere. E nella seduta di venerdì, il contratto principale per scadenza novembre si è attestato nuovamente sotto la soglia dei 1.500 dollari chiudendo a 1.489, non lontano dai minimi recenti.

Nuovo record per il Cot

Va intanto osservato che il Cot di venerdì – aggiornato a martedì scorso – ha registrato un ulteriore lieve incremento della posizione net short dei non-commercial, che sale a un nuovo volume record di 105.874 lotti.

Aspettando El Niño

Sull’andamento climatico dei prossimi mesi aleggia ancora l’incognita del Niño. L’Ufficio di Meteorologia del governo australiano – uno dei massimi osservatori mondiali del fenomeno – rileva tuttora una situazione neutrale.

Ma mantiene lo status di “Watch”, che dà per probabile al 50% circa (il doppio della probabilità normale) il ritorno di un fenomeno Enso-positivo di qui a fine anno.

Più convinta l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, che dà per probabile al 70% il manifestarsi del Niño propendendo però per un fenomeno di limitata intensità.